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La vera sfida

10 min yoga

Oggi si discuteva sull’utilità di tenere una posizione per 10 minuti.
A guardare il poster qui sopra si pensa alla sfida fisica, siamo portati a considerare questo aspetto.
Ma in realtà, se la posizione è padroneggiata, tenere un āsana per 10 minuti è molto più una sfida mentale che fisica.

Proviamo a partire da una posizione che non sia troppo difficile per noi, dove il corpo possa lavorare in maniera serena, dove riusciamo a distribuire il lavoro in maniera omogenea senza creare tensioni in un particolare gruppo muscolare, e osserviamo cosa comincia a succedere alla nostra mente.
Comincia a vagare, annoiarsi, pensare ‘a che minuto siamo arrivati?’ etc etc.

La vera sfida dello Yoga non è contorcersi ma stare fermi con la mente. Inoltre tenere una posizione per un certo tempo ci permette anche di capirla meglio, di capire i micro-movimenti e gli aggiustamenti necessari per padroneggiarla davvero (e lo possiamo valutare dal respiro calmo e naturale che sovviene quando siamo in una situazione attiva ma confortevole).

Spesso ricerchiamo le posizioni difficili perché in questo modo teniamo occupata la mente, ma poi scopriamo, con il tempo e la pratica, che le posizioni che ci riescono facili fisicamente si rivelano invece le sfide più ardue.

Ma questo si capisce solo dopo un po’.
Provare per credere.

(il calendario dell’avvento è preso da qui: http://www.lacasanellaprateria.com/2015/12/avvento/ ma la ‘sfida’ mi pare diversa)