Pratichiamo Yoga per uscire dal film che la nostra mente proietta e poi…

Stamattina nella mia casella di posta c’era un nuovo messaggio, tra i vari, che mi ha proprio lasciata perplessa, anche se – purtroppo – non sorpresa.

Un messaggio del KHYF, il braccio – inizialmente – del KYM Krishnamacharya Yoga Mandiram orientato alla didattica verso gli studenti stranieri. Il KHYF come organizzazione morì dopo vari passi falsi ma fu presto risuscitata, in veste accattivante sotto il nome di SKY e poi nuovamente di KHYF, con un colpo di spugna sul passato, da Kausthub Desikachar, figlio di TKV e autoproclamato erede della tradizione. Ora KYM e KHYF non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, pare.

Il messaggio annunciava, dopo un bel preambolo sul significato della parola viniyoga, il fatto che il KHYF avrebbe ora protetto il termine con un marchio registrato: Viniyoga registered.

A parte il fatto che se non erro questo ridicolo passo è già stato fatto parecchi anni fa almeno negli Stati Uniti, da Gary Kraftsow con il suo American Viniyoga Institute (https://www.viniyoga.com/about/what-is-viniyoga/), e quindi mi domando come possa ora il KHYF vantare qualche priorità sul ‘marchio’.

A parte il fatto che se anche così non fosse, il termine è utilizzato da anni, nello stesso senso, nel mondo della pratica yoga, e quindi dubito che una lettera di tipo ‘Cease and Desist’ possa avere un qualche seguito reale.

A parte il fatto che proprio l’utilizzo del termine (che significa, in essenza, ‘applicazione progressiva’) senza un predicato ma come parola a sé, autonoma, causò molta sofferenza a TVK Desikachar, tanto che chiese ai suoi allievi di non utilizzarlo, proprio per evitare di trasformare una applicazione dello yoga personalizzata e progressiva in un marchio di fabbrica standardizzato, e quindi questo passo da parte del KHYF offende proprio violentemente la memoria del Maestro.

A parte tutto, io ora mi domando… pratichiamo Yoga per limitare al massimo i nostri film mentali, le nostre rappresentazioni della realtà, per imparare a tornare a citi-śakti, all’essenza, abbandonando nama-rūpa, nome e forma, e questi si aggrappano a un nome? E dovremmo andare a scuola da loro?

 

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